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Cucina il tuo cavallo di battaglia: ricette che raccontano storie, emozioni che uniscono

21 mag
Tempo di lettura: 2 min
Maria con sua figlia Monica presentano i loro gnocchi ripieni appena sfornati
Maria con sua figlia Monica presentano i loro gnocchi ripieni appena sfornati

Da gennaio, nella nostra Casa di Riposo è partita ufficialmente l'attività “Cucina il tuo cavallo di battaglia”, un progetto che trasforma i nostri ospiti in chef speciali, pronti a condividere con gli altri le ricette del cuore: quei piatti che non potevano mancare alle feste e che figli e nipoti chiedevano sempre con entusiasmo.

A inaugurare l'iniziativa è stata Barbara, con la sua torta salata ai peperoni. Poi è arrivata Maria, che, con l'aiuto della figlia Monica e insieme agli altri ospiti, ci ha insegnato a preparare i suoi buonissimi gnocchi ripieni. Le fotografie raccontano l'entusiasmo e l'orgoglio di Maria nel trasmettere il suo sapere, ma anche la commozione di Monica nel poter fare ancora qualcosa di attivo insieme alla mamma.

Anche Santarella ha condiviso un momento speciale, preparando il pane con la figlia e la pronipote. Tre generazioni insieme, unite da gesti semplici e tradizioni familiari. E nel pomeriggio, tutti ad assaggiare il pane appena preparato, accompagnato da una golosa Nutella!

Ma il valore di questa attività va ben oltre la cucina. È un'occasione per sentirsi ancora capaci, protagonisti e importanti per gli altri, ma soprattutto per creare momenti di vicinanza tra ospiti e familiari.

Quando la demenza o il cambiamento delle abitudini possono rendere più difficile ritrovarsi, cucinare insieme offre un linguaggio fatto di gesti, profumi e affetti, capace di favorire nuove occasioni di complicità.

Perché non si tratta soltanto di tramandare ricette, ma di custodire storie, valorizzare le persone e creare nuovi ricordi.

E se tutto questo si conclude con un buon piatto, una fetta di pane con la Nutella e tanti sorrisi, abbiamo trovato l'ingrediente più importante: il piacere di stare insieme, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo ancora da donare.


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